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Il ruolo dell’ostetrica in sala parto: tutto quello che può fare per il tuo benessere

📅 21 Agosto 2026✍️ di Gianluca Cammaroto⏱️ 3 min di lettura

L’ostetrica conduce il travaglio fisiologico, tutela sicurezza e benessere di madre e neonato e coordina tempi, posizioni e respiro. Monitora i parametri, attenua il dolore, comunica con il team. In sala parto è la tua prima alleata.

Cosa fa subito in sala parto

Accoglie, osserva, ascolta. Applica protocolli, ma su misura per te. Agisce con prontezza e calma.

  • Valuta contrazioni, dilatazione, posizione del bambino e segni vitali.
  • Imposta un piano personalizzato in base a storia clinica e desideri.
  • Organizza ambiente, luci e privacy per ridurre stress e favorire ossitocina.
  • Gestisce idratazione, nutrizione leggera e pause, quando indicate.
  • Coordina l’uso di strumenti: pallone, sgabello, doccia o vasca, se disponibili.
  • Attiva il ginecologo se emergono criticità o indicazioni mediche specifiche.

Gestione del dolore e delle posizioni

Punta su tecniche non farmacologiche efficaci e, se scelto, integra l’analgesia con l’anestesista. Mira a mantenere il parto fisiologico riducendo interventi non necessari.

  • Respirazione guidata e consapevole, vocalizzazioni a bassa voce.
  • Mobilità: deambulazione, sospensione al letto, posizioni laterali o a carponi.
  • Massaggi e pressioni sul sacro, impacchi caldi.
  • Immersione in acqua o doccia per effetto antalgico.
  • Supporto all’epidurale: tempi corretti, posizioni per favorire la discesa.

Le posizioni verticali possono accorciare il travaglio e migliorare la perfusione placentare. L’ostetrica ti aiuta a trovarle e sostenerle in sicurezza.

Monitoraggio e sicurezza clinica

Controlla regolarmente dilatazione, avanzamento e benessere fetale. Decide se usare monitoraggio intermittente o continuo con Cardiotocografia, in base al rischio.

Riconosce segnali d’allarme: febbre, perdite anomale, meconio, sofferenza fetale. Informa subito il team, propone aggiustamenti: idratazione, cambio posizione, ossigeno, o escalation clinica.

Nella fase espulsiva protegge il perineo, guida la spinta, valuta quando sospendere spinte forzate. Riduce episiotomie inutili, ma non esita a proporle se servono.

Comunicazione e sostegno emotivo

Traduce il linguaggio tecnico in scelte chiare. Spiega cosa accade, cosa sta per accadere e perché. Il consenso è informato, non formale.

Riduce l’ansia con presenza costante, tono calmo e incoraggiamento realistico. L’ansia cala, l’ossitocina sale: il travaglio scorre meglio.

Il ruolo del papà e della famiglia

Coinvolge il partner come risorsa: posizioni di sostegno, contatto, parole chiave. Indica quando toccare, quando lasciare spazio, come aiutare il respiro.

Da papà di gemelli prematuri, so quanto conti una guida chiara. L’ostetrica ha orientato me e mia moglie tra timing, decisioni e attese. Riduce i silenzi, aumenta la fiducia.

Dopo il parto: prime ore che contano

Favorisce contatto pelle a pelle e avvio dell’allattamento entro l’ora d’oro. Protegge il triade tempo-calore-privacy.

  • Aiuta l’attacco al seno, corregge posizione e profondità della suzione.
  • Monitora perdite, contrazioni uterine e dolore, prevenendo emorragie.
  • Assiste le prime cure al neonato, senza interrompere il bonding quando possibile.
  • Sostiene il rooming-in e l’autonomia dei genitori, quando clinicamente sicuro.

Quando serve l’intervento medico

Se compaiono complicanze, coordina una transizione ordinata: ventosa, forcipe o Taglio cesareo quando indicati. Resta al fianco della madre, spiega passaggi e tempi.

Documenta le decisioni, assicura tracciabilità e continuità dell’assistenza anche in sala operatoria e nel post-operatorio.

Come prepararsi e sceglierla

La relazione inizia prima del travaglio. Conoscere l’ostetrica e l’organizzazione del punto nascita fa la differenza.

  • Frequentare un corso preparto condotto da ostetriche del tuo ospedale.
  • Visitare la sala parto, chiedere protocolli su analgesia, posizioni e contatti pelle a pelle.
  • Discutere un piano del parto: preferenze, limiti, margini di flessibilità.
  • Chiedere come vengono gestiti gemelli, VBAC e gravidanze a rischio.
  • Conoscere come e quando il papà può restare accanto e con il neonato.

Benessere come obiettivo misurabile

L’ostetrica lavora perché tu ti senta informata, protagonista e al sicuro. Meno procedure inutili, più scelte consapevoli. Il risultato non è solo un parto riuscito: è un inizio di famiglia più solido.

Gianluca Cammaroto

Gianluca Cammaroto è papà di gemelli prematuri. La sua esperienza personale lo ha portato ad approfondire i temi della prima infanzia, soprattutto in relazione ai papà. Condivide consigli per bilanciare lavoro e famiglia e affronta argomenti legati allo sviluppo dei bambini.