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Attività fisica nel puerperio: quali sono le più adatte e come iniziare con gradualità

📅 15 Agosto 2026✍️ di Mariangela Prandini⏱️ 4 min di lettura

I primi giorni dopo il parto: quando iniziare davvero

Nei miei anni di lavoro con i gruppi di sostegno alle mamme, una domanda ricorre sempre: quando posso riprendere a muovermi dopo il parto? La risposta non è semplice come sembra, perché dipende da molti fattori. Ho visto donne che il giorno dopo il parto già passeggiavano in corridoio, altre che hanno dovuto aspettare settimane. La realtà è che il corpo ha bisogno di tempo per recuperare, indipendentemente da quanto ci sentiamo energiche.

Il puerperio è un periodo delicato dove il corpo subisce cambiamenti radicali. L’utero si contrae gradualmente, i tessuti si riparano, gli ormoni si riassestano. Mi è capitato di recente di incontrare una mamma che aveva iniziato esercizi intensi troppo presto: il risultato è stato un prolungamento del sanguinamento e la necessità di ridurre drasticamente l’attività per altre due settimane. Da quel momento, ho capito quanto sia cruciale dare informazioni corrette.

I medici generalmente consigliano di attendere almeno 6 settimane prima di iniziare attività più strutturate, ma i primi movimenti leggeri possono iniziare immediatamente. Camminare lentamente per casa, salire le scale con calma, stare in piedi qualche minuto in più ogni giorno: sono tutti accorgimenti che aiutano il recupero senza forzare.

Le attività giuste per ogni fase del recupero

Divido il puerperio in tre fasi principali, ognuna con le sue possibilità di movimento.

Prime due settimane: il focus è sulla guarigione. Camminate brevi dentro casa, respirazione consapevole, stretching gentile. Ho insegnato a molte mamme un esercizio semplice: inspirare gonfiando la pancia, espirare lentamente. Riattiva il pavimento pelvico senza forzare. Niente addominali, niente pesi, niente corsa.

Settimane 3-6: se tutto procede bene (niente infezioni, sanguinamento normale), si può aumentare gradualmente. Passeggiate più lunghe all’aperto, ginnastica del pavimento pelvico più strutturata, nuoto se la ferita è completamente cicatrizzata. Una mamma mi ha raccontato che iniziare a fare stretching dolce del collo e delle spalle l’ha aiutata a gestire meglio le tensioni dovute all’allattamento.

Settimane 6-12: se il medico dà il via libera, si possono inserire attività più strutturate. Pilates post-parto, yoga leggero, camminate brisk. Sempre con ascolto del corpo: se sentiamo perdite o dolore, freniamo subito.

Gli esercizi che consiglio realmente

Negli anni ho imparato quali sono gli esercizi che le mamme mantengono davvero e che funzionano. Non sono quelli da palestra, sono quelli che si possono fare mentre si allatta o mentre il bebè dorme.

Le contrazioni del pavimento pelvico sono il primo passo. Riabilitazione del pavimento pelvico è fondamentale per prevenire incontinenza futura. Tre serie di 10 contrazioni al giorno, partendo dalla sesta settimana. Semplice: contrarre come se stessimo fermando la pipì, mantenere 5 secondi, rilassare. Una lettrice mi ha scritto mesi dopo che questo le aveva davvero salvato.

Il walking è il migliore alleato. Iniziare con 10 minuti, aggiungerne 5 ogni settimana. Non deve essere veloce: lo scopo è muoversi, non bruciare calorie. Il nostro corpo ha bisogno di ossigeno e movimento, ma senza stress.

Stretching statico, mai balistico. Toccarsi le punte senza rimbalzi, mantenere la posizione per 20-30 secondi. Questo mantiene l’elasticità senza stressare muscoli ancora vulnerabili.

Yoga post-parto, se possibile seguito da un insegnante che conosce questa fase. Mi è capitato di incontrare una mamma che seguiva video generici su YouTube e faceva posizioni sconsiderate: abbiamo dovuto ricominciare da zero.

Gli errori che molte mamme commettono

Dopo il parto siamo stanche, frustrate dal nostro corpo, vogliose di tornare “come prima”. Questo senso di urgenza è nemico del recupero. L’errore più frequente è fare troppo troppo presto. Ho visto tante mamme tornare in palestra come se nulla fosse accaduto, e il risultato sono stato prolungamento del sanguinamento, dolori addominali, talvolta anche complicanze più serie.

Secondo errore: ignorare il pavimento pelvico. Pensiamo “mi sento bene, posso fare tutto”. Ma il pavimento pelvico ha subito uno stress enorme e ha bisogno di tempo per recuperare le sue funzioni. Non riabilitarlo ora può significare problemi di incontinenza tra 10-15 anni.

Terzo errore: fare attività ad alta intensità prima della visita medica (intorno alla sesta settimana). Il medico controlla che tutto sia cicatrizzato bene, soprattutto in caso di episiotomia o lacerazioni. Non è una formalità.

Come capire se stiamo forzando troppo

Il nostro corpo parla, dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo. Se durante o dopo un’attività notiamo sanguinamento aumentato, dolore acuto (non solo indolenzimento), o una sensazione di pesantezza al basso ventre, dobbiamo fermarci. Immediatamente.

Un segnale spesso sottovalutato è la stanchezza eccessiva il giorno dopo. Se dopo una camminata di mezz’ora siamo completamente esauste il giorno dopo, significa che abbiamo fatto troppo. Il ritmo giusto è quello in cui il giorno successivo ci sentiamo leggermente affaticate, non stanche morte.

Perdite urinarie durante l’attività? Normale nei primi mesi, ma se continuano, è il segnale di rallentare e concentrarsi sulla riabilitazione pelvica.

Il ruolo della pazienza in questa fase

Quello che ho imparato dai gruppi di sostegno è che la maternità moderna ci pone una pressione incredibile: vogliamo recuperare subito, tornare al lavoro, al nostro corpo precedente. Ma il puerperio è una finestra naturale per rallentare.

Sei settimane non sono lunghe nella prospettiva della vita. Se le diamo al nostro corpo per recuperare bene, avremo un decennio in più di benessere senza problematiche posturali, incontinenza, dolori cronici.

La chiave è iniziare con gradualità, ascoltare il corpo, non confrontarsi con altre mamme (ogni corpo è diverso), e ricordare che muoversi durante il puerperio non è tornare “come prima”: è costruire una base solida per i prossimi anni di maternità.

Mariangela Prandini

Mariangela Prandini ha vissuto due gravidanze complesse che l'hanno portata a impegnarsi come volontaria nei gruppi di sostegno alle mamme in dolce attesa. Scrive condividendo consigli pratici e aneddoti per aiutare altre donne ad affrontare serenamente la maternità e i primi mesi con il neonato.